Caro gasolio costa 2 mila euro a barca

Il boom del prezzo del gasolio per la pesca costa duemila euro a ciascuna impresa. A denunciarlo è Coldiretti ImpresaPesca, fortemente preoccupata dopo il boom fatto registrare dalle quotazioni di carburante, aumentate del 25 per cento rispetto a dodici mesi fa.

Un problema che si fa sentire sul bilancio economico delle imbarcazioni, ulteriormente aggravato dall’entrata in vigore delle nuove norme comunitarie, a partire dal provvedimento che introduce l’Iva al 21% sul costo del carburante e sulle provviste di bordo per la flotta della pesca costiera, che rappresenta poi la quasi totalità delle imbarcazioni.

Ciò senza dimenticare il crollo fatto registrare nel  2011 a livello di produzione, tanto da rendere necessari due mesi continuativi di fermo pesca. Il tutto si innesta in una situazione di particolare crisi del mercato, dove la produzione locale soffre di prezzi all’origine in consistente calo.


Un ulteriore fattore di crisi è poi rappresentato dal problema dal cosiddetto “credit crunch”, la stretta creditizia da parte delle banche. La quasi totalità degli istituti negli ultimi mesi ha ristretto gli affidamenti alle imprese del settore o di contro, ove possibile, ha elevato le garanzie.  In questo modo si  stanno limitando gli investimenti nella pesca e nell’acquacoltura e togliendo la liquidità necessaria alle stesse operazioni di ordinaria gestione commerciale.

Appare fondamentale, nel breve, aprire un tavolo per affrontare l’emergenza a livello nazionale, tale da proporre idee e azioni concrete tali da intervenire quali ammortizzatori utili alle problematiche del credito e della carenza di liquidità determinata dall’aumento dei costi di gestione e anche dagli adempimenti comunitari che costringono le imprese ad aggravare ulteriormente i loro bilanci con esposizioni temporanee assai pesanti.

Il settore della pesca – secondo dati di ImpresaPesca Coldiretti – vede impegnate 13.300 imbarcazioni, mentre la top-ten delle produzioni è guidata dalle acciughe (54.312 tonnellate), seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada e sugarelli.

Fonte: Coldiretti

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