Aloe vera, la regina di tutte le piante

L’aloe vera è la pianta più usata nella storia di tutta l’umanità, presente sin dai primordi in molte civiltà. Le sue innumerevoli proprietà salutari le hanno dato appellativi davvero appropriati, definendola: “Pianta dell’Immortalità” presso gli Egiziani, “Pianta Miracolosa” presso i monaci del medioevo, “Magiche Virtù” presso i Sumeri, “Elisir di Gerusalemme” presso i Templari, “Giglio del Deserto” presso gli Arabi, “Guaritrice Silenziosa” presso gli Indù, “Rimedio Armonioso” presso i dottori dell’antica Cina, “Elisir della Longevità” presso i Russi, “Fontana della Giovinezza” presso gli indiani Seminole della Florida.

Uno dei primi esempi di uso farmacologico dell’aloe è riportato inciso su una tavoletta di argilla sumerica che risale al 2100 avanti Cristo, ma esistono raffigurazioni della pianta dell’aloe sui muri dei templi dell’Antico Egitto che risalgono a 4000 anni avanti Cristo. Uno dei resoconti più dettagliati compare sul “Papiro Ebers”, uno scritto egiziano risalente al 1550 avanti Cristo, dove sono documentate una serie di formule per l’uso dell’Aloe Vera nella cura di vari disturbi sia interni che esterni.

L’uso dell’Aloe Vera è anche menzionato nella Bibbia (Numeri 24:6, Giovanni 19:39 e Salmi 45:8). L’aloe è una pianta della famiglia delle liliacee simile all’ananas, però più piccola. Le sue foglie sono spesse e seghettate. Appena toccate da un oggetto tagliente, emettono un liquido viscoso con un forte odore caratteristico, di colore verdastro, viscoso, molto amaro. Il termine aloé viene dall’ arabo col significato di “amaro e brillante o trasparente” perché, quando la buccia viene rimossa, il gel che ne esce assomiglia ad un blocco di ghiaccio lucido L’aloe vera predilige climi caldi e secchi, cresce nelle regioni più aride delle Americhe, dell’Asia, dell’Europa, dell’Africa e dell’Australia.

La pianta è caratterizzata da foglie verdi carnose e molto lunghe (più di 60 cm), con punte aguzze e crescono a rosetta direttamente dal terreno, e quando in primavera o in autunno la pianta fiorisce, appaiono dei fiori con colori che vanno, secondo le varietà, dal bianco al giallo brillante posti in cima ad uno stelo privo di foglie che spunta dal centro della pianta. La specie dell’Aloe appartiene ad una più ampia classe di piante conosciute come xerofite, cosi chiamate perchè in grado di chiudere i propri stomi per conservare l’acqua al proprio interno.

L’acqua assorbita durante i periodi di pioggia viene amministrata sapientemente, durante i periodi di siccità, migrando ad ogni distretto dell’organismo della pianta che la richieda. Per la presenza del tessuto succulento, foglie, fusti e radici di queste piante diventano carnosi e ingrossati, assumendo – a seconda del tipo – forme tipiche quali quelle sferiche, colonnari, a rosetta, appiattite ecc. Le si possano trovare in quasi ogni clima della terra, che sia caratterizzato da temperature medie sopra gli 0 °C durante il periodo della vegetazione e in cui le piogge siano abbastanza scarse e non completamente assenti in quanto non potrebbero realizzare la riserva idrica minima necessaria alla sopravvivenza.

Le piante dell’aloe si riproducono mediante impollinazione, che avviene grazie agli uccelli ed insetti che si spostano di pianta in pianta, questo perchè la pianta dell’aloe non riesce a fecondarsi autonomamente e riceve il polline da un’altra pianta e a questo punto il fiore fecondato matura e perde i petali e si trasforma in un frutto che successivamente rilascerà i semi che vengono sparsi dal vento.

E’ incredibile notare come la pianta dell’aloe si riproduce anche mediante stoloni o germogli che nascono alla base del gambo della pianta principale, fino a formare delle vere e proprie minuscole repliche di se stesse, chiamate figlie. Non c’è dubbio che il modo migliore di utilizzare l’Aloe Vera e di beneficiare di tutti i suoi vantaggi è quello di coltivarla autonomamente.

Potete piantarla direttamente in giardino o in vasi di almeno 60cm di diametro. Questa grandezza è fondamentale affinché la pianta possa svilupparsi bene e possa raggiungere la maturità necessaria perchè le sue foglie arrivano ad avere le qualità curative ottimali. Se si ha l’idea di utilizzare le foglie per uso medico è consigliabile evitare fertilizzanti chimici e di avvalersi di concimi naturali come la cenere.