Agriturismo in Sicilia: Report 2012

Agriturismo Gigliotto

Per il 2012 in Sicilia gli operatori agrituristici autorizzati ai sensi della legge regionale n. 25 del 9.6.2004 e successive proroghe e modificazioni sono 582. E’ questo il dato che emerge dagli elenchi regionali degli operatori agrituristici autorizzati relative al 31.12.2013. Da sottolineare il decremento del numero di aziende agrituristiche rispetto agli anni 2010 (554) e 2011 (592) dovute a chiusure, in gran parte al mancato rispetto del regolamento regionale o cessazione dell’attività.

Un numero di aziende agrituristiche che, confrontato con le altre regioni italiane, Toscana 4.091, Trentino Alto Adige 2.950, (anno 2012), evidenzia, nonostante l’enorme potenzialità e vocazionalità agrituristica del territorio siciliano, le notevoli difficoltà a colmare tali divari.

Il primo dato che emerge è che il 68% delle aziende agrituristiche (396) sono localizzate nella Sicilia orientale, mentre in quella occidentale sono presenti 192 (32%).

La quota rosa gestisce soltanto il 33% delle aziende (194); aziende dislocate per il 30% circa nella Sicilia occidentale e la rimanente percentuale nella Sicilia orientale. A livello nazionale, nonostante l’agriturismo si va tingendo sempre più di rosa, dallo studio dell’Istat si rivela un notevole aumento delle strutture rurali gestite da donne, cresciute del 6,2% in un anno. A conferma dell’andamento la gestione maschile, praticamente invariata, registra un aumento dello 0,1%. La maggiore concentrazione di aziende è in Umbria, con il 46,3% di strutture rosa, ed in Toscana, il 41% degli agriturismi è gestito da una donna.

L’agriturismo è servito anche per riportare le donne in campagna con il risultato che è migliorata la qualità, il gusto e l’accoglienza, fenomeno che ha interessato non solo le aziende isolane, ma anche le altre del resto d’Italia.

La provincia di Siracusa con 45 aziende rosa ha il primato regionale seguita da Catania con 36 aziende.

Oggi l’alloggio e la ristorazione costituiscono le principali attività agrituristiche.

Per il 2012 il numero di posti letto aziendale è di 10.023 di cui 3474 (34,66%) nella Sicilia occidentale e 6594 (65,33%) in quella orientale. Il numero di aziende complessivo di posti letto è di 547, superano il centinaio Messina (106) e Siracusa (100).

Al primo posto, come numero di posti letto, troviamo la provincia di Palermo con 1.805 a seguire, rispettivamente, Messina 1702, Catania 1559 e Siracusa 1373.

Il numero totale di coperti nella ristorazione è di 22.814, di cui 9400 (41,2%) nella Sicilia occidentale e 13414 (58,79%) in quella orientale.

Su tutte svetta la provincia di Palermo con 6.092 posti di ristorazione, seguita da Siracusa con 3432, Messina 3221 e Catania 2914. Le aziende con solo ristorazione sono 459.

Le aziende con piazzole di agricampeggio hanno raggiunto il numero di 1070, con 4280 posti, per i 2/3 concentrati nella Sicilia orientale.

Le aziende agrituristiche sono concentrate nei territori a forte richiamo turistico, nelle province di Siracusa e Ragusa. Il comune di Noto, con 45 aziende agrituristiche, ha il primato su tutte le concorrenti siciliane, seguono Ragusa con 24 aziende e Modica con 14.

L’altro maggiore raggruppamento di aziende si trova sui Nebrodi, sulle pendici dell’Etna, sulle Madonie e nei comuni a ridosso della città di Palermo. Nota curiosa è il dato che riguarda la provincia di Trapani: delle 46 aziende agrituristiche solo 5 si trovano nell’area interna, mentre le rimanenti sono a poche chilometri dal mare.

Chi vuole coniugare mare e campagna anche nelle isole minori siciliane troviamo aziende agrituristiche, così distribuite: Pantelleria 1, Eolie 4, Ustica 2, Lampedusa 1.

Le aziende agrituristiche con fattorie o aziende didattiche sono 51 equamente distribuite tra la Sicilia occidentale orientale.

Il giro d’affari annuo complessivo per tutte le aziende agrituristiche italiane supera il miliardo di euro, con un fatturato medio delle aziende che appare in leggera ma progressiva diminuzione visto l’aumento del numero delle unità, arrivando ad attestarsi poco al di sotto dei 60 mila euro.

Per il 2013 il “Barometro dei prezzi per l’agriturismo” ricerca annuale di Toprural, il principale motore di ricerca europeo per agriturismi condotta su oltre 1100 strutture, evidenzia l’aumento dei prezzi medi dei soggiorni in agriturismo del 38,5 euro a notte per persona in alta stagione, il 3% in più che nel 2012.

Una vacanza in agriturismo è più cara nelle regioni del Centro Italia, con una spesa media di 39,8 euro e nel Mezzogiorno, dove la media scende a 38,7 euro, mentre al Nord una notte in agriturismo in alta stagione costa di media 35,3 euro a persona. La combinazione più cara tra tipologia di struttura rurale e zona geografica è l’affitto di una stanza in agriturismo in Centro Italia (40,5 euro), mentre si spende di meno optando per un appartamento completo al Nord (32,2 euro).

Sull’aumento registrato — si legge in una nota – può aver influito la recente introduzione dell’imposta IMU sui fabbricati rurali nell’ambito della manovra economica “Salva Italia” del governo uscente, imposta che ha supposto un onere aggiuntivo per azienda agricola di circa 1.600 euro. Le equivalenti ricerche condotte da Toprural in Spagna, Francia e Portogallo evidenziano come in Italia l’agriturismo sia in media il 31% più caro che in Spagna e Francia, dove per una notte in agriturismo si spendono 26,7 euro a persona, ed il 15% più caro che in Portogallo dove la spesa ammonta a 32,7 euro.

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