L’agrifoglio porta fortuna

Narra una leggenda che nel 1600, a Roma, una giovane madre di tre bambini affetti da tosse e con febbre alta, spaventata dalla gravità della malattia, si addormentò dopo aver pianto disperatamente e sognò la Madonna che ripuliva la loro stanzetta con fasci di agrifoglio.

Si svegliò subito e corse a raccogliere fasci di quell’erba, preparò un infuso con le sue foglie e lo somministrò ai suoi figli.

Dopo dieci giorni di questa cura i suoi bambini erano guariti dalla tosse e non avevano più febbre. Questa antica leggenda è giunta fino a noi ed infatti ancora oggi dalle foglie fresche di agrifoglio (25 gr.) pestate e tenute in mezzo bicchiere di alcool per una settimana, si ottiene un vino medicinale particolarmente indicato per i febbricitanti.

I sacerdoti druidi per i quali l’agrifoglio era sacro, lo consideravano una promessa di immortalità e lo recidevano solamente per mezzo di un falcetto d’oro in quanto, secondo loro, solo il metallo più nobile ed inossidabile non avrebbe privato la pianta delle sue preziose qualità.

Attualmente è considerata una pianta augurale e si usa regalarla a Natale con la credenza che baciarsi sotto l’agrifoglio porti fortuna. E’ coltivata come pianta ornamentale da molto tempo e al giorno d’oggi il numero degli ibridi e delle varietà ha largamente superato quello della specie originale. L’agrifoglio nasce spontaneamente in quasi tutta l’Europa, nell’Africa settentrionale e nell’Asia occidentale.

E’ una pianta dioica (un piede porta i fiori maschili, un’altro porta quelli femminili) dalle foglie persistenti, dure, appena picciolate, ovali o ellittiche e dai bordi spinosi. I fiori sono bianchi e odorosi, riuniti in mazzetti all’ascella delle foglie, e sbocciano verso la fine dell’estate; in autunno la pianta femminile si copre di frutti decorativi rossi o gialli secondo la varietà.

Sempre in autunno, o all’inizio della primavera, cade il periodo della riproduzione che però si può avere anche alla fine dell’inverno tramite talea (porzione di ramo, germoglio, foglia o radice capace di costituire una nuova pianta).

L’agrifoglio cresce in terreni acidi, leggeri, ricchi di humus, che restino freschi d’estate. Molto resistente si adatta però benissimo a qualsiasi suolo, anche a quelli un pò calcarei. Si adatta ad un clima variabile ma soffre il freddo molto intenso; va innaffiata circa due volte a settimana ed esposta alla mezz’ombra o al sole pieno, inoltre, quando è necessaria, sopporta perfettamente la potatura.